Pedane vibranti: ma funzionano davvero?

Spopolano nelle pubblicità televisive, descritte come oggetti miracolosi da aitanti “atleti”al grido di “dimagrire in 10 minuti con la pedana vibrante”, snaturando così il reale valore di uno strumento che, combinato con l’allenamento tradizionale, è in grado di dare benefici a tratti sorprendenti.

Per introdurre l’argomento relativo alla funzionalità o meno della pedana vibrante è fondamentale conoscere la storia e la sua evoluzione nel corso degli anni.
I primi studi scientifici si occuparono di vibrazione in ambito terapeutico già dai primi anni ‘50, concentrandosi unicamente sull’aspetto scheletrico, quindi su tutto ciò che rientrasse nello studio delle ossa e delle patologie derivate: osteoporosi, decalcificazione, degenerazione, osteopenia.
Qualche anno dopo, nel 1956 si iniziò a parlare di pedane vibranti (grazie ad Hettinger) quali strumenti utili oltre che alla stimolazione della crescita ossea al loro intervento positivo nell’aumento della massa magra e nella riduzione della massa grassa (tessuto adiposo).
Fu però con gli studi dei russi Nazarov e Spirav negli anni ’90, condotti sugli astronauti impegnati in missione, che la vibrazione assunse un’importanza ancora maggiore e suffragata da risultati oggettivi ed evidenti a tutti. Grazie ad un programma specifico infatti riuscirono a garantire la sopravvivenza degli astronauti impegnati nello spazio e garantirne l’efficienza fisica per oltre 14 mesi!
Gli effetti evidenti dell’utilizzo della vibrazione si applicarono poi anche in ambito sportivo: era nata realmente la pedana vibrante ed il suo commercio.

Parliamo di uno strumento avente molti effetti positivi, ma ad oggi utilizzato spesso in maniera errata.
Scopriamo a cosa serve nel dettaglio:
– ottimo mezzo nel trattamento contro l’osteoporosi (riducendo la demineralizzazione ossea);
– migliora i processi di ossificazione;
– contrasta la sarcopenia, il declino della massa muscolare e l’osteopenia (massa ossea) in condizioni di assenza di gravità;
– stimolo ormonale (in particolare aumentando il testosterone e riducendo il cortisolo, l’ormone dello “stress”);
– migliora la circolazione sanguigna.

Penserete quindi sia adatta solo ad anziani o casi patologici, in realtà è un valido strumento complementare alla normale attività fisica, in quanto lo stimolo vibratorio fa si che il muscolo si contragga e si rilassi un numero di volte superiore al medesimo esercizio svolto senza l’ausilio della pedana.
Ciò non significa in alcun modo che questo strumento possa sostituire il classico allenamento cardiaco o legato alla forza, assolutamente! Diffidate dalle pubblicità miracolose.

LA QUALITÀ HA UN PREZZO…
Un ulteriore fattore da considerare è ovviamente relativo alla qualità della pedana vibrante utilizzata.
Ritengo che per ottenere risultati soddisfacenti sia necessario utilizzare pedane professionali, per intenderci strumenti che potrete trovare in palestra o in centri specializzati, il cui costo è spesso superiore ai 10000 euro!!!
Questo “dettaglio” fa si che per ottenere risultati in questo caso occorra utilizzare strumenti professionali, evitando di spendere qualche centinaia di euro per strumenti casalinghi che quasi sicuramente non vi aiuteranno a raggiungere il vostro scopo.

TIPOLOGIE DI PEDANA VIBRANTE:
La qualità dello strumento incide moltissimo, essendo data da un insieme di caratteristiche che la rendono più o meno efficace. In commercio troverete pedane a movimento sussultorio (movimento verticale) o basculante (movimento laterale).
Ogni pedana è dotata di un selettore di frequenza (espressa in Hertz) e di tempo (espresso in secondi), che solitamente per le pedane a vibrazione verticale va da 25 a 60 Hz di frequenza ed in ogni caso quasi mai scende sotto i 15 Hz per via del rischio di risonanza delle parti molli del soggetto sottoposto all’esercizio.
Le pedane basculanti invece non mostrano controindicazioni, ma è fondamentale conoscere quando l’utilizzo di questo strumento è sconsigliato.
PEDANA…QUANDO NON FARLA:
_ in gravidanza
_ in presenza di ernie discali
_ in presenza di chiodi o protesi in seguito ad interventi chirurgici
_ epilessia
_ fratture recenti nelle zone sottoposte a vibrazione
_ tumori
_ artrosi
_ pressione bassa
_ pacemaker

 

 

ALCUNI CONSIGLI:
Innanzitutto non allenatevi mai sulla pedana vibrante in posizione statica eretta. Se lo faceste sentireste immediatamente le vibrazioni “rimbombare” in testa creandovi immediatamente una situazione di disagio.
Svolgete sempre esercizi dinamici, dallo squat, agli affondi, ai piegamenti sulle braccia, ai balzi…insomma riportate gesti conosciuti sull’attrezzo specifico.
Consiglio di inserire nel vostro programma di allenamento 3 esercizi a seduta utilizzandola, iniziando con una durata di 30 secondi per ogni ripetizione fino a giungere ai 60 secondi.
Cominciando con una vibrazione minore, attorno ai 25-30 Hz per poi incrementarla nel corso delle sedute.

La pedana vibrante è uno strumento assolutamente da non demonizzare, vi aiuterà, ma la necessità di scegliere strumenti di elite per ottenere risultati importanti comporta una spesa elevata che probabilmente risulta eccessiva e compensabile con un lavoro combinato di sovraccarichi ed attività cardiovascolare.
Se però avete l’opportunità di recarvi in palestra…provatela su voi stesse, e poi giudicate!

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