Adiposità localizzata e cellulite: scopri le differenze

Adiposità localizzata e cellulite sono patologie che mettono in crisi ogni donna. Per combatterle al meglio, però, bisogna prima di tutto conoscerle e capire in che modo e per quale motivo appaiono. Succede spesso, infatti, di confondere il grasso con la cellulite (e viceversa). Scoprire quali differenze ci sono, dunque, è importante.

L’accumulo di grasso in un tessuto costituisce la naturale riserva di energia. Le cellule adipose (adipociti), sebbene piene di lipidi, sono vitali e reattive agli stimoli e il grasso all’interno dell’adipocita risulta facilmente mobilizzabile. L’adiposità è distribuita in modo diffuso e non è strettamente legata a fattori ormonali. Aspetto (pelle liscia e tonica, temperatura normale), localizzazione (pancia, fianchi, ginocchio, dorso, cosce e braccia), compressione (assenza di dolore e di buccia d’arancia) sono tre caratteristiche importanti da valutare quando si parla di grasso (e, come vedremo, anche quando si fa riferimento alla cellulite).

Da parte sua, la cellulite è un processo infiammatorio. Il primo segno è costituito da un accumulo di acqua nei tessuti. Si formano poi agglomerati di adipociti e, a seguire, dei noduli privi di irrorazione sanguigna. Il ridotto apporto di ossigeno a livello tissutale comporta sia ristagno di liquidi sia accumulo di scorie. Il tessuto si infiamma e in superficie si evidenzia il caratteristico aspetto a buccia d’arancia. Anche in questo caso occorre concentrarsi su quello che è l’identikit della cellulite: aspetto (colorito spento, pelle fredda, perdita di elasticità, presenza di capillari e, appunto, buccia d’arancia), localizzazione (tipica di cosce, glutei, interno del ginocchio) e compressione (comparsa di dolore e della già citata buccia d’arancia, nonché di micro e macronoduli).

Occorre precisare che la cellulite può peggiorare progressivamente, ma rappresenta una condizione reversibile che si riesce a curare se trattata in modo tempestivo. Dunque quali sono i comportamenti per contrastare la cellulite e quali, invece, le condotte che la favoriscono? Cominciamo col precisare che la cellulite può avere diversi fattori predisponenti: di tipo genetico-costituzionali (razza, sesso, biotipo, familiarità), aggravanti (pubertà, gravidanza, menopausa), concomitanti (obesità spesso accompagnata ad uno stile di vita poco equilibrato, e disfunzioni ormonali).

Ma la cellulite può essere determinata anche da fattori scatenanti: dall’assunzione di anticoncezionali orali, da malattie sistemiche, dall’ipotiroidismo (una patologia causata da un deficit di funzionalità della tiroide), dalle terapie ormonali e anche da problemi posturali.

Per combattere la cellulite, dunque ci sono una serie di comportamenti da adottare.
Evitando, prima di tutto, le cattive abitudini. Qualche esempio? Fumare (la nicotina, infatti, produce radicali liberi che danneggiano le cellule e peggiorano la cellulite), esagerare con i superalcolici (da parte sua, l’alcol affatica il fegato nella rimozione delle tossine e va a compromettere la microcircolazione), vivere con lo stress (una buona soluzione è cercare di dormire almeno otto ore ogni notte, ritagliandosi nel corso della giornata anche dei momenti solo per sé stessi).

E ancora, tra le cattive abitudini ci sono quella di assumere una postura scorretta, che riduce la circolazione sanguigna e linfatica, avere una vita troppo sedentaria, indossare pantaloni troppo stretti, poiché si ostacola il flusso del sangue peggiorando, così, la microcircolazione.

Quali sono, invece, le buone abitudini per combattere la cellulite? Prima di tutto quella di bere due litri di acqua al giorno (un corretto ricambio idrico consente di ridurre la ritenzione idrica e di contrastare la cellulite) optando anche per gli infusi e le tisane (al mirtillo, all’ananas o alla betulla), veri e propri alleati nel drenare le tossine. Optare anche per il linfodrenaggio, una tecnica di massaggio che favorisce, allo stesso tempo, l’eliminazione dei liquidi interstiziali e linfatici.

Tra le buone abitudini da acquisire c’è anche quella di camminare a passo veloce – almeno quaranta minuti ogni giorno – per riattivare la circolazione. E sulla tavola non deve mai mancare frutta ricca di potassio (banane, meloni, kiwi e ananas) per favorire la diuresi, né cibi crudi o cotti al vapore, che si fanno preferire, e di molto, a quelli che sono fritti e confezionati.

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